La scuola italiana si prepara a una novità che potrebbe segnare una svolta decisiva per l’inclusione degli alunni con disabilità. A settembre, infatti, approderà in Parlamento la proposta di legge che mira a stabilizzare circa 40mila assistenti all’autonomia e alla comunicazione, figure fondamentali che oggi operano con contratti precari, spesso legati a cooperative o enti locali, e con condizioni di lavoro frammentate.

Una figura indispensabile, ma poco tutelata
Gli assistenti all’autonomia non sono docenti, ma svolgono un ruolo altrettanto essenziale: accompagnano gli studenti con disabilità nella quotidianità scolastica, favorendo l’inclusione e l’effettiva partecipazione alle attività didattiche e sociali. Fino a oggi, però, hanno lavorato con contratti a tempo determinato, spesso mal retribuiti, con mansioni e profili professionali non sempre definiti chiaramente.
La proposta di legge e il testo unificato
Il Parlamento sta discutendo un testo unificato che raccoglie tre diverse proposte di legge (n. 236, 1141 e 793) e che interviene sul decreto legislativo 66/2017. L’obiettivo è dare finalmente stabilità a queste figure, prevedendo l’assunzione a tempo indeterminato con contratto subordinato. La gestione resterebbe in capo a regioni ed enti locali, dopo il rifiuto da parte di Anci e Upi di trasferire queste competenze direttamente al Ministero dell’Istruzione.
A settembre, la VII e la IX Commissione del Senato saranno chiamate a esaminare gli emendamenti e dare un primo via libera al percorso legislativo.
La voce del sindacato
Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, si tratta di una battaglia vinta a metà: il passaggio al tempo indeterminato è sicuramente un traguardo, ma restano da chiarire punti cruciali come:
-
la definizione di un profilo professionale chiaro dell’operatore socio-educativo;
-
l’inquadramento retributivo adeguato e uniforme su tutto il territorio;
-
la prospettiva, nel lungo periodo, di assunzioni dirette da parte dello Stato per evitare disparità di trattamento tra chi lavora tramite cooperative e chi dipende dagli enti locali.
Una svolta per studenti e famiglie
Se approvata, la riforma rappresenterebbe una conquista non solo per i lavoratori, ma soprattutto per gli alunni con disabilità e le loro famiglie. Avere accanto figure stabili, formate e tutelate significa garantire continuità, qualità del supporto e un’inclusione reale all’interno del sistema scolastico.
Fonte: https://www.ascuolaoggi.com/
